I vitelli

Vitello

Fra i miei ricordi scolastici c’è la frase “I vitelli dei romani sono belli”, che, con un po’ diversa punteggiatura diventa “I, Vitelli, dei romani sono belli”, che tradotta dal latino in italiano significa “Va’, o Vitellio, al suono di guerra del dio romano”.

Qualcuno conosce o riesce a costruire altre frasi che nelle due lingue hanno significati diversi?

A spasso per Parigi

Abbess

A spasso per Parigi ho visto un’insegna che mi ha suggerito un giochino. Nell’insegna si vede scritto ABBESS, e googlando ho scoperto che questo termine significa BADESSA. Però in francese questa parola ha una caratteristica che in italiano invece non esiste. Riuscite a trovarla?

Secondo problemino: ci sono altre parole in italiano che hanno la stessa particolarità? Io ne ho trovate alcune di 5 lettere, e oltre non riesco ad andare, ma anche un numero in inglese con la medesima caratteristica.

Si può fare di meglio?

Bon travail et… à la prochaine.

Il pazzo pozzo puzzò

Pozzo

Nella lingua italiana ci sono tante parole che permettono la sostituzione in una certa posizione di tutte e 5 le vocali. Il primo esempio che mi è venuto in mente è pazzo pezzo pizzo pozzo puzzo.

Un’altra combinazione di cinque lettere con cambio della vocale finale è Carrà carrè carri carro Carrù, che presenta il vizio di avere la combinazione carro-carri che presenta la medesima parola, al singolare e al plurale. Inoltre Raffaella Carrà e molto nota, ma il paese Carrù, nonostante abbia dato i natali al nostro Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, è poco conosciuto; per carrè è meglio ripiegare come significato al pane o al termine di alcuni giochi, visto che Carrè in provincia di Vicenza è davvero un paese molto piccolo, e che il taglio di capelli carrè è una cosa che difficilmente proverò nella mia vita…

Qualcuno riesce a trovare altre combinazioni simili con tutte e cinque le vocali cambiabili, magari con parole di più di cinque lettere?

Miao

Gatto pesce

Non ricordo se questo gioco abbia un nome, ma l’ho trovato proposto parecchie volte. Si deve passare da una parola assegnata ad un’altra, pure assegnata, cambiando successivamente una lettera alla volta.

Ad esempio, si può passare da GATTO a PESCE in sei mosse: GATTO GETTO GESTO CESTO CESTE PESTE PESCE. Ma si può far di meglio, cioè in cinque mosse: GATTO PATTO PETTO PESTO PESCO PESCE. In meno di cinque non si può fare, perché GATTO e PESCE hanno cinque lettere, e nessuna lettera di GATTO va bene per PESCE: bisogna cambiarle tutte.

Anche da PISA a ROMA (che hanno già una lettera in comune), si può andare con un percorso minimo di tre mosse: PISA RISA RIMA ROMA.

Ci sono altre coppie di parole (che devono avere attinenza fra loro, come nei casi citati), che permettono dei percorsi minimi?

L’anagramma incerto

Anagramma

C’è una formula matematica che mi dice quanti anagrammi (anzi, quante possibili combinazioni anagrammatiche, indipendentemente dal loro significato) si possono trarre da una certa parola. Se questa parola è formata da lettere tutte differenti fra loro, il numero di possibili anagrammi, calcolando anche quelli privi di significato, è il numero di lettere fattoriale: una parola di 7 lettere avrà allora 7! anagrammi. Quel punto esclamativo indica che si deve fare il prodotto di tutti i numeri da 1 fino a quello indicato. Nel nostro caso 7! = 1x2x3x4x5x6x7 = 5040.

Allora la parola INCERTO ha 5040 possibili anagrammi. Il primo in ordine alfabetico è CEINORT, l’ultimo sarà TRONIEC, e in mezzo troveremo anche le parole di senso compiuto RECINTO, CRETINO e CORTINE. Ma quale sarà l’anagramma di posto 1000?

Il saloncino

Saloncino

La lingua italiana è piena di accrescitivi, diminutivi, vezzeggiativi e peggiorativi che l’enigmistica cataloga come “falsi derivati”.
Facciamo un esempio. Una grande porta è un “portone”, una piccola casa è una “casetta”; un brutto libro è un “libraccio”, una bella bocca è una “boccuccia”, e fin qui nulla di strano.
I guai o, a seconda dei punti di vista, le cose divertenti, capitano quando con il meccanismo dell’accrescitivo, ad esempio, si trova una parola che nulla ha a che fare con la parola originaria. E’ il caso di “limone”, termine che non indica una grossa lima, ma un agrume; poi “mattone” non significa una persona matta particolarmente grande. Nel campo dei diminutivi, capita che “ramino” è un piccolo ramo, ma anche un gioco di carte; “abissino” non è un piccolo abisso (che razza di abisso sarebbe?), ma un abitante dell’Etiopia. Nel campo dei peggiorativi, “canovaccio” è uno straccio da cucina oppure l’abbozzo di un’opera teatrale, e non è un epiteto offensivo rivolto al grande scultore Antonio Canova. Tra i vezzeggiativi, ricordiamo “gazzetta” che non è un uccello carino (sebbene ladro), ma un quotidiano; qui vale la pena di accorgersi che il “Gazzettino” è un’ulteriore diminutivo della parola “gazzetta”, già falso vezzeggiativo di “gazza”.
Un’altra curiosità è data dalla parola “saloncino”, che definisce un’autovettura da corsa di quasi 50 anni fa, costruita dalla Bandini, è così chiamata dal costruttore che ha voluto con il diminutivo darci un’idea delle sue ridotte dimensioni. Ma “saloncino” è una parola molto usata negli annunci di vendita di appartamenti, e definisce un “salone” non troppo grande; e “salone” già di suo indica una “sala” più grande. Quindi “saloncino” equivale a “una grande sala non troppo grande”. Forse bastava fermarsi a “sala”.

Riuscite a trovare altre parole con doppi meccanismi di doppi derivati?

Cari parrocchiani…

Cari parrocchiani

No, tranquilli, non è un sermone. Ma volevo proporvi una parola che ha una strana curiosità, che non sono mai riuscito a trovare in nessun’altra parola di questa lunghezza. Be’… parole di quattro lettere con questa caratteristica ci sono, ma più lunghe non so. Allora, la parola incriminata è PARROCCHIE.

Cos’ha di tanto speciale?