L’accento

Cesare Marchi è stato un linguista e scrittore che forse qualcuno ricorda per le sue apparizioni nel programma “Almanacco del giorno dopo”, prima del TG1 delle venti.

Ebbene, in un suo articolo, parlava di accenti, e citava l’unica parola, secondo lui, nella quale ci possono essere tre accentazioni diverse, che producono tre significati diversi del termine. Questa curiosità è stata ripresa qualche mese fa in una domanda ad un quiz televisivo del preserata, tipo “L’Eredità” o “The Money Drop”, non ricordo bene, con la risposta già nominata dal Marchi.
Propongo questa domanda, perché anch’io ho un’idea, diversa da quella di Cesare Marchi. Naturalmente, entrambi abbiamo ragione, anzi, non esiste una ragione e un torto, ma altre risposte possono essere ugualmente valide, magari aggiungendo qualche clausola nel testo.
Allora, c’è qualche parola che può avere tre accentazioni diverse?

Riflessioni e soluzione:

Allora, tanto per cominciare, diamo la terna proposta da Cesare Marchi: càpitano (dal verbo capitàre), capitàno (grado militare, e dal verbo capitanàre), capitanò (dal verbo capitanàre). La mia osservazione è che gli ultimi due hanno la stessa radice, e gli  enigmisti non accettano che parole con la medesima radice possano esser usate per un gioco enigmistico. Esempio: l’anagramma DENTISTA = SDENTATI non va bene, in quanto la radice DENT compare in entrambi.

Analogamente, un rebus con soluzione PO polo (il polo geografico, o di una batteria), Roma NO = popolo romano , non va bene, per il passaggio ROMA –> ROMANO, perchè ugualmente potrei fare ITALIA –> ITALIANO, EMILIA –> EMILIANO e così via.

Così il meccanismo della prima coniugazione mi elargisce gratis un cambio di accento CAMMINO (indicativo presente) – CAMMINO’ (passato remoto), che diventa anche CAMMINO (nome) – CAMMINO’ (verbo).

Ecco, quindi l’enigmista non considera valido questo cambio di accento, che non è curioso, in quanto già fornito dal meccanismo automatico della lingua italiana, così come non è curioso che io abbia lo stesso cognome di papà, perchè già fornito dal meccanismo automatico dei cognomi.

La parola che avevo trovato io era TENERE, che si può accentare in tre modi diversi:
1) tènere, aggettivo femminile plurale di tènero;
2) tenère, verbo, infinito presente;
3) Ténéré, nome di una regione desertica del Sahara, che ha dato il nome anche a più modelli di una moto da corsa per enduro e deserto.
Nell’elenco trovato da Giuliano (vedi commenti), di questa parola erano stati notati solo le prime due combinazioni, e qualcuno mi può dire che la terza non fa parte del vocabolario, ma dell’atlante. Però tutte quelle altre con tre significati mi sembra che avessero un doppione con la stessa origine.
Ma ci possono essere altre parole… la caccia è aperta.

© Giorgio Dendi

15 pensieri su “L’accento

  1. Questo gioco mi va venire in mente la frase molto famosa “signora che soffre”, che a seconda degli apostrofi può avere 4 significati diversi:

    s’ignora che s’offre
    signora che s’offre
    s’ignora che soffre
    signora che soffre

    • In questo modo puoi dire che hai in mente una certa frase, e il tuo interlocutore dovrà scriverla senza errori. In ogni caso farà due errori, in quando se lui mette l’apostrofo in “signora”, gli dici che non ci andava, così in “soffre”, mentre se non li mette, gli dici che andava.

  2. Io non so quante parole italiane di senso compiuto posso avere tre accentazioni diverse. Potrei addirittura azzardare che ci siano parole italiane di senso compiuto che hanno 4, 5 accentazioni diverse!
    Comunque è ragionevole credere che ci siano almeno parole con tre accentazioni diverse, anche escludendo la differenza fra accento grave e accento acuto (pèsca, pésca).
    Da quel che ho capito, c’è almeno una parola proposta da Marchi, che però non è indicata, e una proposta da Giorgio (che a sua volta non è indicata).
    Io ci ho pensato qualche minuto, e me n’è venuta in mente una: fàtico, fatìco, faticò.
    Il fatto che mi sia venuta in mente una in un tempo così breve mi fa sospettare che ce ne siano parecchie …

    • Bravo Giuliano. La soluzione è senz’altro corretta. Non conoscevo il significato di fàtico, e sono andato a cercare sul dizionario:

      fàtico (aggettivo)
      In linguistica: funzione fàtica, quella del linguaggio quando la comunicazione ha il fine di assicurare e mantenere il contatto fra il locutore e il destinatario del messaggio (per es. “Pronto, mi senti?”)

      Fatìco e faticò invece sono voci del verbo faticare che tutti conosciamo. Chissà se la soluzione di Giorgio è questa…

      • Ciao, Giuliano.
        Le parole indicate da te sono diverse da quelle proposte da Marchi e da me. Non per questo hai detto cose sbagliate. Però io, da enigmista, ho da fare delle precisazioni, e quindi a me alcune delle soluzioni fanno storcere il naso (non a me soltanto, eh?). In quanto l’enigmistica nei suoi giochi di parole ha alcune regole che vanno rispettate, e c’è anche un motivo se esistono queste regole. Se siete d’accordo, lo dico fra un paio di giorni, per dar modo a tutti di pensare un po’.

  3. Riepilogando.
    Di parole italiane che hanno tre accentazioni diverse, con significati
    diversi, che ne sono almeno due: quelle due che ho indicato io.
    Rispettano le regole lessicali, dunque, se il problema è lessicale, è
    risolto.
    Però non rispettano le regole dell’enigmistica, e dunque dal punto
    di vista dell’enigmistica il problema è ancora da risolvere.
    O, meglio, ci sono le soluzioni di Cesare Marchi e di Giorgio.
    Io ieri sera ci ho pensato ancora un po’ sopra, e sinceramente
    credo sia assai difficile che mi possano venire in mente altre parole.
    Del resto credo che lo stesso Cesare Marchi abbia scoperto per
    caso la sua magica parola, e probabilmente se l’avesse dovuta
    scoprire su richiesta, con il vincolo posto dall’enigmistica, sarebbe
    stata assai dura anche per lui.
    Infine c’è la soluzione di Giorgio. Conoscendo Giorgio, immagino
    che sia una soluzione brillante, sorprendente … ma forse con
    qualche forzatura interpretativa. Magari con parole straniere,
    parole spezzate, o altre bizzarrie. Sono ovviamente pronto a
    rimangiarmi tutto dopo esserne venuto a conoscenza, sia chiaro!
    Premesso questo, direi che
    1) Giorgio potrebbe, se vuole, comunicare la sua soluzione anche
    subito, perché secondo me sarà di difficoltà inaudita.
    2) Potrebbe lasciarci ancora qualche giorno per la soluzione di
    Marchi, che comunque sarà difficilissima da trovare.

    • Ciao a tutti.
      Allora, tanto per cominciare, diamo la terna proposta da Cesare Marchi: càpitano (dal verbo capitàre), capitàno (grado militare, e dal verbo capitanàre), capitanò (dal verbo capitanàre). La mia osservazione è che gli ultimi due hanno la stessa radice, e gli enigmisti non accettano che parole con la medesima radice possano esser usate per un gioco enigmistico. Esempio: l’anagramma DENTISTA = SDENTATI non va bene, in quanto la radice DENT compare in entrambi. Analogamente, un rebus con soluzione PO polo (il polo geografico, o di una batteria), Roma NO = popolo romano , non va bene, per il passaggio ROMA –> ROMANO, perchè ugualmente potrei fare ITALIA –> ITALIANO, EMILIA –> EMILIANO e così via. Così il meccanismo della prima coniugazione mi elargisce gratis un cambio di accento CAMMINO (indicativo presente) – CAMMINO’ (passato remoto), che diventa anche CAMMINO (nome) – CAMMINO’ (verbo). Ecco, quindi l’enigmista non considera valido questo cambio di accento, che non è curioso, in quanto già fornito dal meccanismo automatico della lingua italiana, così come non è curioso che io abbia lo stesso cognome di papà, perchè già fornito dal meccanismo automatico dei cognomi.

  4. Ciao a tutti.
    Allora, la parola che avevo trovato io era TENERE, che si può accentare in tre modi diversi:
    1) tènere, aggettivo femminile plurale di tènero;
    2) tenère, verbo, infinito presente;
    3) Ténéré, nome di una regione desertica del Sahara, che ha dato il nome anche a più modelli di una moto da corsa per enduro e deserto.
    Nell’elenco trovato da Giuliano, di questa parola erano stati notati solo le prime due combinazioni, e qualcuno mi può dire che la terza non fa parte del vocabolario, ma dell’atlante. Però tutte quelle altre con tre significati mi sembra che avessero un doppione con la stessa origine.
    Ma ci possono essere altre parole… la caccia è aperta.

  5. Alla luce degli interventi di Giorgio, faccio un nuovo riepilogo.

    1) Diciotto parole italiane triaccentabili tratte dal sito da me
    indicato, con qualche mia leggèra integrazione.

    àgito agìto agitò
    àltero altèro alterò
    càpitano capitàno capitanò (parola di Marchi)
    càpito capìto capitò
    crògiolo crogiòlo crogiolò
    dèstino destìno destinò
    esàmino esamìno esaminò
    gorghéggio gorgheggìo gorgheggiò
    gorgóglio gorgoglìo gorgogliò
    ìndico indìco indicò
    méndico mendìco mendicò
    pàttino pattìno pattinò
    pèrdono perdóno perdonò
    perséguito perseguìto perseguitò
    prèdico predìco predicò
    séguito seguìto seguitò
    spìano spiàno spianò
    circùito circuìto circuitò

    Tutte e 18 sfruttano il passato remoto di un verbo, dunque
    sono respinte dalle regole enigmistiche.

    ************************

    2) Una parola italiana triaccentabile trovata da me, che
    stranamente non era nel sito.

    fàtico fatìco faticò

    Anche questa sfrutta il passato remoto di un verbo.

    ************************

    3) Altre sei parole triaccentabili dubbie, con qualche forzatura,
    che segnalo con (?).

    ìntimo intìmo (?) intimò
    dècade decàde decàde (?)
    pròvino provìno provinò (?)
    ràschio raschìo (?) raschiò
    scàmpano scampàno scampanò (?)
    cómpito compìto compitò (?)

    Anche queste però sfruttano il passato remoto di un verbo.

    ************************

    4) La parola di Giorgio.

    tènere tenère tenerè

    Questa non sfrutta il passato remoto di un verbo, e le tre
    parole hanno radici diverse. Però una delle tre è straniera
    … come avevo predetto!! (22/11/2012 ore 13:33).
    Certe parole straniere però sono ritenute acquisite dalla
    lingua italiana, e perciò ho anche provato a cercarla su
    alcuni dizionari italiani on line … ma per ora senza
    successo.

    Conclusione:
    per ora direi che le parole italiane triaccentabili sono molte,
    ma nessuna soddisfa le regole poste da Giorgio
    Ma esistono parole italiane triaccentabili che soddisfano le
    regole poste da Giorgio? Non lo so, ma ho seri dubbi che
    esistano!
    La caccia è aperta … ma sarà dura.

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