Il saloncino

Saloncino

La lingua italiana è piena di accrescitivi, diminutivi, vezzeggiativi e peggiorativi che l’enigmistica cataloga come “falsi derivati”.
Facciamo un esempio. Una grande porta è un “portone”, una piccola casa è una “casetta”; un brutto libro è un “libraccio”, una bella bocca è una “boccuccia”, e fin qui nulla di strano.
I guai o, a seconda dei punti di vista, le cose divertenti, capitano quando con il meccanismo dell’accrescitivo, ad esempio, si trova una parola che nulla ha a che fare con la parola originaria. E’ il caso di “limone”, termine che non indica una grossa lima, ma un agrume; poi “mattone” non significa una persona matta particolarmente grande. Nel campo dei diminutivi, capita che “ramino” è un piccolo ramo, ma anche un gioco di carte; “abissino” non è un piccolo abisso (che razza di abisso sarebbe?), ma un abitante dell’Etiopia. Nel campo dei peggiorativi, “canovaccio” è uno straccio da cucina oppure l’abbozzo di un’opera teatrale, e non è un epiteto offensivo rivolto al grande scultore Antonio Canova. Tra i vezzeggiativi, ricordiamo “gazzetta” che non è un uccello carino (sebbene ladro), ma un quotidiano; qui vale la pena di accorgersi che il “Gazzettino” è un’ulteriore diminutivo della parola “gazzetta”, già falso vezzeggiativo di “gazza”.
Un’altra curiosità è data dalla parola “saloncino”, che definisce un’autovettura da corsa di quasi 50 anni fa, costruita dalla Bandini, è così chiamata dal costruttore che ha voluto con il diminutivo darci un’idea delle sue ridotte dimensioni. Ma “saloncino” è una parola molto usata negli annunci di vendita di appartamenti, e definisce un “salone” non troppo grande; e “salone” già di suo indica una “sala” più grande. Quindi “saloncino” equivale a “una grande sala non troppo grande”. Forse bastava fermarsi a “sala”.

Riuscite a trovare altre parole con doppi meccanismi di doppi derivati?

8 commenti su “Il saloncino”

  1. Panettone!
    Ne ho letto l’etimologia per caso oggi, e mi è tornato in mente questo tuo post.
    Deriva da Panetto, piccolo pane; però più grosso, quindi panettone!

    Un saluto.

  2. Anche “marionetta” dovrebbe essere un doppio derivato. Un tempo a Venezia si portavano in processione grosse statue della Vergine Maria denominate, per le loro dimensioni, “marione”. Quando si iniziò a riprodurre quelle grosse statue in dimensione ridotta per poterle vendere ai fedeli, esse vennero denominate “piccole marione” o, appunto, “marionette”.

  3. Ciao.
    C’è la parola MULO che definisce l’incrocio fra un’asino e una cavalla. Un piccolo mulo è un MULINO, che significa anche il posto dove si macina il grano. E un piccolo mulino è un MULINELLO, che è anche l’accessorio della canna da pesca per tirare su l’amo con il pesce. Siamo partiti dal MULO e siamo arrivati al PESCE… il mondo animale è davvero bello e vario!

  4. Stelloncino, trafiletto giornalistico il cui nome deriva da stella (spesso è indicato da una stelletta o da un asterisco), diventa stellone e poi diminuisce.

  5. il barone non è esattamente un grosso baro e nemmeno un grosso bar e neanche una grande bara
    un baleniere non è un produttore di fulmini e lampi (e si affaccia un lampone!)
    un bastone non è un grosso basto
    e per ora basta :)

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