Informazione sbagliata

Indicazioni

Mi è capitato di sentire un politico che ha fornito un dato numerico in modo che ad un ascoltatore non attento faccia sembrare il contrario della verità.

Adesso non ricordo i numeri reali del messaggio, ma inserisco dei valori che dovrebbero andare bene ugualmente.

Bene. Il discorso era di questo tipo: Durante il mio governo il deficit è andato da zerovirgolatrentadue a zerovirgolaquattro.

La sensazione è che andando da 32 a 4 è calato, mentre in realtà, se rendiamo omogenei i valori, scopriamo che il deficit è andato a zerovirgolatrentadue a zerovirgolaquaranta, quindi è aumentato.

Conoscete altri casi nei quali sistemando in maniera opportuna i valori, si rende una sensazione opposta a quanto successo in realtà?

Win for life

Win for life

Non so se ho capito bene le regole, ma mi pare che nel concorso WIN FOR LIFE ci siano i 20 numeri da 1 a 20, fra i quali lo scommettitore deve sceglierne 10. Poi ci sono altre clausole come il numerone, ma non studiamo solo i 10 numeri estratti.

Come si può vedere dal sito http://www.sistemiwinforlife.it/home/home.asp?idnews=42 , vincono le persone che fanno 7, 8, 9 o 10. I vincitori di ciascuna di tali categorie si dividono poi il montepremi, che dipende dal valore di tutte le giocate e dal numero dei vincitori, suddivisi nei vari punteggi.

Anche se non fosse proprio questo il regolamento, e assodato che ogni serie di 10 numeri ha la stessa probabilità di ciascuna delle altre, c’è qualche combinazione particolare da giocare, oppure da evitare, per aumentare la probabilità di vincere e di vincere molto?

Il saloncino

Saloncino

La lingua italiana è piena di accrescitivi, diminutivi, vezzeggiativi e peggiorativi che l’enigmistica cataloga come “falsi derivati”.
Facciamo un esempio. Una grande porta è un “portone”, una piccola casa è una “casetta”; un brutto libro è un “libraccio”, una bella bocca è una “boccuccia”, e fin qui nulla di strano.
I guai o, a seconda dei punti di vista, le cose divertenti, capitano quando con il meccanismo dell’accrescitivo, ad esempio, si trova una parola che nulla ha a che fare con la parola originaria. E’ il caso di “limone”, termine che non indica una grossa lima, ma un agrume; poi “mattone” non significa una persona matta particolarmente grande. Nel campo dei diminutivi, capita che “ramino” è un piccolo ramo, ma anche un gioco di carte; “abissino” non è un piccolo abisso (che razza di abisso sarebbe?), ma un abitante dell’Etiopia. Nel campo dei peggiorativi, “canovaccio” è uno straccio da cucina oppure l’abbozzo di un’opera teatrale, e non è un epiteto offensivo rivolto al grande scultore Antonio Canova. Tra i vezzeggiativi, ricordiamo “gazzetta” che non è un uccello carino (sebbene ladro), ma un quotidiano; qui vale la pena di accorgersi che il “Gazzettino” è un’ulteriore diminutivo della parola “gazzetta”, già falso vezzeggiativo di “gazza”.
Un’altra curiosità è data dalla parola “saloncino”, che definisce un’autovettura da corsa di quasi 50 anni fa, costruita dalla Bandini, è così chiamata dal costruttore che ha voluto con il diminutivo darci un’idea delle sue ridotte dimensioni. Ma “saloncino” è una parola molto usata negli annunci di vendita di appartamenti, e definisce un “salone” non troppo grande; e “salone” già di suo indica una “sala” più grande. Quindi “saloncino” equivale a “una grande sala non troppo grande”. Forse bastava fermarsi a “sala”.

Riuscite a trovare altre parole con doppi meccanismi di doppi derivati?